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	<title>Federazione della Sinistra</title>
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		<title>Reportage manifestazione Federazione della Sinistra &#8211; Roma 12.05.12</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:37:38 +0000</pubDate>
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		<title>Intervento di Massimo Rossi alla manifestazione del 12 maggio</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 17:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Grazie compagne e compagni.  Grazie per questa stupenda manifestazione. Per certi versi liberatoria! Non che basti la nostra presenza qui per liberarci del Governo pernicioso che sta devastando il nostro Paese… ma almeno ci siamo liberati dall’angosciante sensazione che,  in un momento così grave, non si riuscisse neppure a portare in piazza un’opposizione politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Grazie</strong> compagne e compagni.  Grazie per questa stupenda manifestazione. Per certi versi <strong>liberatoria</strong>!</p>
<p><strong>Non che basti la nostra presenza qui per liberarci del Governo pernicioso </strong>che sta devastando il nostro Paese… ma almeno ci siamo liberati <strong>dall’angosciante sensazione</strong> che,  in un momento così grave, non si <strong>riuscisse neppure</strong> a portare in piazza un’opposizione politica a questo Governo.</p>
<p>Certo tutti noi nei mesi scorsi <strong>eravamo in piazza con la FIOM,</strong> con i sindacati di base, con gli edili, con il popolo dell’acqua, a protestare con loro, contro le politiche di Monti e della sua maggioranza</p>
<p><strong>Ma c’era e c’è bisogno</strong> ancora,  che la sinistra,  oltre  a rappresentare in piazza la propria opposizione,  <strong>affermi con forza che c’è un’alternativa politica</strong> e programmatica al quell’“<strong>idea precisa di società</strong>” che questo Governo ha in mente e persegue con spietata determinazione.</p>
<p><strong>Altro che governo tecnico!</strong> Una precisa visione politica. Quella<strong> liberista</strong>. Quella del capitale finanziario che per reagire alla sua crisi strutturale intende imporre, utilizzando il <strong>ricatto strumentale del debito</strong> e della speculazione finanziaria, un altro brutale giro di vite per spremere ancora di più i lavoratori, le cittadine ed i cittadini, <strong>quello che viene definito 99% dell’umanità</strong>.</p>
<div>
<p><strong>Era ora che la sinistra scendesse in piazza contro questo Governo.</strong></p>
</div>
<p>Un governo che <strong>sarà ricordato</strong> come quello che ha <strong>inferto alla nostra Costituzione</strong> i colpi più duri e devastanti mai assestati dalla sua approvazione.</p>
<p><strong>Tra riforme strutturali</strong> (come quelle del lavoro e delle pensioni), <strong>manovre economiche</strong> (come quella dell’IMU, delle accise, del taglio alle pensioni), <strong>modifiche formali alla Costituzione stessa</strong> (come la camicia di forza del pareggio di bilancio inserita all’articolo 81). Questo <strong>Governo ne sta materialmente svuotando il primo articolo</strong>.</p>
<p><strong>Quello che recita: L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro</strong></p>
<p><strong>Ma quale democrazia? </strong>Quando, come afferma esplicitamente con il suo cinismo il premier: si “obbedisce ai mercati”. <strong>Quando si attuano alla lettera come già avviato, ma non così bene, dal Governo Berlusconi</strong> i memorandum spediti l’estate scorsa da Francoforte dalla famigerata BCE!</p>
<p><strong>Non sono passate tre settimane dal 25 Aprile</strong>, dalla festa della liberazione. La liberazione dal nazifascismo e la cacciata <strong>dell’invasore straniero</strong> … Come accettare che la nostra <strong>sovranità nazionale che appartiene al popolo</strong> possa essere violata così spudoratamente.</p>
<p>Il fatto che <strong>al posto delle armi siano usati il “debito” e lo “spread”</strong>, e che invece di varcare le nostre frontiere con degli eserciti basti <strong>inviare un dicktat ed imporre un commissario</strong> ad eseguirlo spietatamente, non attenua affatto la gravità di quanto sta avvenendo.</p>
<p><strong>Ma quale lavoro?</strong> .Quando il lavoro non si associa con dignità e diritti, ma con ricatto, precarietà, povertà!</p>
<p>Si povertà! <strong>Una povertà scandalosa</strong>. Scandalosa lo è sempre!.Ma lo è ancor di più quando colpisce chi la mattina va a vendere il proprio lavoro e con quello che ricava non riesce neppure ad acquistarne il frutto non riesce a mantenere la famiglia .</p>
<p><strong>Non sono trascorse due settimane dal 1° maggio</strong>. Dal ricordo delle grandi lotte in Italia e nel mondo per dare dignità e diritti al lavoro ed ai lavoratori. Le lotte gloriose e sanguinose da <strong>Portella della Ginestra alle fonderie di Modena </strong></p>
<p>A proposito della manomissione dell’articolo 18 si è denunciata la <strong>riduzione del lavoro ad una  qualsiasi merce</strong>! <em>In realtà in un sistema capitalistico il lavoro, non liberato dal profitto e non finalizzato collettivamente al bene comune, è sempre stato una merce</em>. Ciò che oggi avviene è ancor più grave: <strong>è la riduzione del lavoro ad un rifiuto</strong>:</p>
<p>Per mandare indietro, rifiutare una merce, per esempio un paio di scarpe, bisogna contestarne un difetto, addurre “una giusta causa”. Per un lavoratore vorrebbero evitare anche questo!</p>
<p><strong>Era ora di scendere in piazza! Perché non c’era e non c’è ragione di attendere, di esitare!</strong></p>
<p><strong>Perché mai?</strong></p>
<p>Le nostre opinioni sono forse isolate? Siamo ridotti una <strong>sparuta minoranza </strong>in Italia e in Europa?!</p>
<p>Certamente no!</p>
<p>Nonostante questo <strong>Governo abbia dalla propria parte tutti gli organi di informazione e di opinione </strong>di proprietà della finanza e del grande padronato ed a sostenerlo ci sia una maggioranza così sproporzionata, è oramai evidente che le sue politiche ingiuste e recessive, in linea con quelle dell’intera destra europea, sono oramai minoranza.</p>
<p><strong>Sono state bocciate ovunque</strong> ad ogni scadenza elettorale.</p>
<p>Certo in modo diverso… ma bocciate!</p>
<p>Esse non hanno più il consenso della maggioranza, tanto in <strong>Francia, come in Grecia, così in Germania come in Italia</strong>.</p>
<p><strong>E la rovinosa frana dei consensi</strong> alle forze che appoggiano Monti, che nelle  Comunali di cinque giorni or sono non hanno raggiungono neppure la metà dell’elettorato, senza contare gli astenuti parla chiaro!</p>
<p><strong>Perché dovremmo esitare? Forse perché anche noi serpeggia lo scoraggiamento?</strong></p>
<p>No! <strong>La mia generazione non può. Avevamo ricevuto su un piatto d’argento</strong> diritti sacrosanti: un lavoro stabile, un salario dignitoso, la certezza di maturare una pensione e di  avere  assicurato un welfare. Diritti che oggi vogliono farci considerare come lussi, come qualcosa che è al di sopra alle nostre possibilità, e che per questo hanno prodotto il debito e la crisi.</p>
<p>No!  Proprio perché ci hanno privato di questi diritti, perché per ottenere più profitto ci hanno precarizzato e impoverito. Proprio per questo è esplosa la recessione e poi la crisi! Ed che oggi in una tragica spirale si moltiplicano ancora povertà, precarietà e disoccupazione!</p>
<p><strong>E come non pensare, quanto ci sfiora lo sconforto</strong>, alle parole di un giovane partigiano, fucilato a Modena nel Novembre del ’44 – <strong>Giacomo Ulivi</strong>, 21 anni – che lasciò scritto  ai suoi compagni “non ditemi di essere scoraggiati, e di non volerne più sapere …Pensate piuttosto che se siamo arrivati a tutto questo è perche non ne abbiamo voluto più sapere!”</p>
<p><strong>Perché dovremmo esitare? Forse perché subiamo involontariamente l’offensiva culturale di chi considera spregevole o semplicemente oramai obsoleta la militanza in una formazione politica quale che sia</strong>. Perché siccome, come si dice,  sono “tutti uguali”, anche noi saremmo come gli altri?</p>
<p>La settimana scorsa sotto questi simboli <strong>ho avuto la fortuna di incontrare </strong>in <strong>Sicilia, nella campagna elettorale, tante ragazze e ragazzi</strong> vivaci e coraggiosi. Orgogliosi di essere siciliani e determinati a restare nella propria terra per impegnarsi a trasformala. <strong>Come non ripensare al compagno Peppino Impastato</strong> di cui appena tre giorni fa abbiamo ricordato l’uccisione da parte della mafia.</p>
<p><strong>Giovani come</strong> il <strong>nostro compagno Valerio Marletta</strong>, ventisette anni, che dopo essere stato il più votato nelle elezioni domenica passata, ora è al ballottaggio per diventare sindaco della sua città, Palagonia.</p>
<p><strong>Ad animare Valerio</strong>, le sue compagne e i suoi compagni, ci sono <strong>ideali di giustizia sociale e di uguaglianza. Ideali e simboli antichi </strong>ma perennemente capaci di germogliare anche in condizioni così difficili generando passioni e “militanza politica”.</p>
<p><strong>Altro che “i partiti ed i politici sono tutti uguali”</strong></p>
<p><strong>E poi anche questo meritato attacco alla cosiddetta casta…</strong></p>
<p><strong>Come non considerare giustamente una grave colpa il suo accaparramento di odiosi privilegi, ma non vi sembra una colpa molto ma molto</strong> <strong>più grave</strong> quella di aver consegnato attraverso leggi, riforme e misure di ogni tipo, la nostra economia, la società intera, la nostra stessa vita a quella<strong> bestia insaziabile che sono il mercato</strong> e <strong>la finanza. </strong></p>
<p><strong>E allora non lasciamola a lungo questa piazza;  torniamoci al più presto</strong>!</p>
<p>La Federazione della sinistra, che ha organizzato <strong>questo appuntamento per metterlo a disposizione </strong>di tutta la sinistra che si oppone alle politiche del Governo Monti propone <strong>a quelle forze politiche, comitati, associazioni, che noi lavoriamo per intrecciare in un Fronte o in una confederazione che vada bene oltre la nostra stessa Federazione, </strong>un nuovo appuntamento, ancora più grande e coinvolgente, ma questa volta da promuovere tutti  quanti insieme…</p>
<p><strong>Magari per tirare la volata alla proclamazione finalmente di un grande e sacrosanto sciopero generale</strong>… Per mandare veramente <strong>a casa il governo</strong>, tornare alle elezioni e dare ancora più forza ad una proposta alternativa, <strong>come hanno saputo fare ad esempio i nostri compagni francesi del Front della gouche</strong>.</p>
<p><strong>L’alternativa che c’è e come! L’alternativa al liberismo per fuoriuscire dalla sua crisi devastante. </strong></p>
<p><strong>L’alternativa che si riassume in tre proposte che possono essere espresse con appena</strong> <strong>quattro parole: giustizia sociale, lavoro, democrazia</strong>.</p>
<p><strong>Per questo oggi siamo scesi in piazza!</strong></p>
<p><strong>Per questo ci torneremo presto …e saremo certamente tanti di più</strong>.</p>
<p><strong>Lo vogliamo e lo dobbiamo alle generazioni che verranno ed a quelle che ci hanno preceduto</strong>:</p>
<p>quella dei partigiani che ci hanno<strong> liberato cacciando l’invasore;</strong></p>
<p>quella di coloro che a Portella della ginestra come a Modena hanno dato la propria vita conquistare i diritti del lavoro;</p>
<p>quella di Peppino Impastato o di Pio La Torre che <strong>hanno sacrificato la vita per i nostri stessi ideali e per bandiere come quelle che oggi tutti voi avete portato in questa piazza</strong>.</p>
<p>Grazie compagne e compagni.</p>
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		<title>IL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA CONTRO IL GOVERNO MONTI</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>veronica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corteo partirà alle 14 da piazza della Repubblica, percorrerà via Cavour, Fori Imperiali e giungerà al Colosseo dal lato dell&#8217;arco di Costantino. Alle 16.45 avranno inizio gli interventi dei leader dal palco. Prenderanno la parola, nell’ordine: Cesare Salvi, presidente consiglio nazionale Federazione della sinistra; Vassili Primikiris della segreteria nazionale di Syriza  &#8211; il secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il corteo partirà alle 14 da piazza della Repubblica, percorrerà via Cavour, Fori Imperiali e giungerà al Colosseo dal lato dell&#8217;arco di Costantino. Alle 16.45 avranno inizio gli interventi dei leader dal palco. Prenderanno la parola, nell’ordine:<br />
Cesare Salvi, presidente consiglio nazionale Federazione della sinistra; Vassili Primikiris della segreteria nazionale di Syriza  &#8211; il secondo partito alle recenti elezioni politiche in Grecia; Oliviero Diliberto, segretario nazionale Pdci; Pierre Laurent, segretario nazionale Pcf (del Front de gauche, reduce dal successo di Mélenchon); Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista; Ines Zuber del GUE &#8211; Gruppo della Sinistra al Parlamento europeo; Gian Paolo Patta, presidente dell’Associazione Lavoro-Solidarietà.<br />
Interverranno inoltre, nel corso della kermesse, rappresentanti di movimenti tra i quali No Tav, No debito, precari, studenti, acqua. Prima e al termine degli interventi si esibiranno Cisco (ex voce dei Modena city ramblers), Andrea Rivera e Enrico Capuano e la tammuriata rock.</p>
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		<title>L&#8217;Ue chiede una nuova manovra: una follia e un&#8217;ammissione di colpa</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dichiarazione di Massimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra La richiesta da parte dell&#8217;Unione Europea di un&#8217;altra manovra aggiuntiva da 8 miliardi di euro è una follia criminosa e al contempo un&#8217;ammissione di incapacità. Così facendo ci portano dritti nella spirale greca, che ha dimostrato come l&#8217;austerità e il rigore di bilancio aggravano la [...]]]></description>
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<div>Dichiarazione di Massimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra</div>
<div style="text-align: justify"></div>
<div style="text-align: justify">La richiesta da parte dell&#8217;Unione Europea di un&#8217;altra manovra aggiuntiva da 8 miliardi di euro è una follia criminosa e al contempo un&#8217;ammissione di incapacità. Così facendo ci portano dritti nella spirale greca, che ha dimostrato come l&#8217;austerità e il rigore di bilancio aggravano la crisi, la recessione e la disoccupazione.</div>
<div style="text-align: justify">Le ricette dell&#8217;Ue, della Bce e del governo Monti sono fallimentari sotto tutti i punti di vista, come dimostrano gli stessi dati forniti dal commissario Rehn: l&#8217;inflazione al 3,2% e il rapporto debito/Pil che peggiora al 123,5% perché tagli e tasse iniqui socialmente hanno provocato una recessione superiore alla diminuzione del debito pubblico.</div>
<div style="text-align: justify">Per mandare a casa il governo Monti e per chiedere un&#8217;altra Europa, fondata sui diritti dei popoli e non sui mercati finanziari, la Federazione della Sinistra invita tutte le forze della sinistra, del sindacato e dei movimenti sociali a essere in piazza a Roma domani insieme a noi.</div>
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		<title>Manifestazione 12 maggio 2012. Info per la stampa</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Modalità di accredito per la stampa per la manifestazione della Federazione della Sinistra del 12 maggio a Roma La manifestazione nazionale della Federazione della Sinistra si terrà a Roma il 12 maggio e partirà alle 14 circa da Piazza Esedra. Il percorso sarà il seguente: piazza della Repubblica, via Cavour, via dei Fori Imperiali. L&#8217;arrivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Modalità di accredito per la stampa per la manifestazione della Federazione della Sinistra del 12 maggio a Roma</p>
<p>La manifestazione nazionale della Federazione della Sinistra si terrà a Roma il 12 maggio e partirà alle 14 circa da Piazza Esedra.</p>
<p>Il percorso sarà il seguente: piazza della Repubblica, via Cavour, via dei Fori Imperiali. L&#8217;arrivo sarà al Colosseo, all’Arco di Costantino, dove sarà allestito il palco.</p>
<p>I comizi dei rappresentanti della Federazione della Sinistra e degli esponenti europei della Linke, del Front de Gauche e di Syriza si terranno intorno alle ore 16.45.</p>
<p>I nominativi per gli accrediti stampa vanno inviati all&#8217;indirizzo e-mail: ufficiostampa@rifondazione.it, con nome del giornalista/fotografo/operatore e della testata.</p>
<p>Potranno essere ritirati presso la sede del Partito della Rifondazione comunista a Roma, viale del Policlinico 131, entro le 19 di venerdì 11 maggio oppure il giorno della manifestazione, presso il palco, allestito al Colosseo, dal lato dell’Arco di Costantino.</p>
<p>Contatti:</p>
<p>Ufficio stampa Prc: Barbara Battaglia, cell. 366 6292992<br />
Ufficio stampa Pdci: Flavio Arzarello, cell. 334 7998419</p>
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		<title>Ugo Mattei: &#8220;Il 12 sarò in piazza&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 15:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Intervista di Stefano Galieni Ugo Mattei, oltre che essere un giurista è fra le figure intellettuali che più sta avanzando proposte in questa fase politica. È stato fra gli animatori principali dell’assemblea che si è tenuta il 28 aprile scorso a Firenze per la nascita di un nuovo soggetto politico. La proposta dell’ALBA (Alleanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Intervista di Stefano Galieni</p>
<p>Ugo Mattei, oltre che essere un giurista è fra le figure intellettuali che più sta avanzando proposte in questa fase politica. È stato fra gli animatori principali dell’assemblea che si è tenuta il 28 aprile scorso a Firenze per la nascita di un nuovo soggetto politico. La proposta dell’ALBA (Alleanza per il Lavoro i Beni comuni e l’Ambiente) si incrocia positivamente con la manifestazione indetta il 12 maggio a Roma dalla FdS.</p>
<p>«Oggi tutta quella che è l’opposizione totale al governo  Monti deve dialogare.  Il governo è ormai in una fase non solo materiale, si sta intervenendo sulla Costituzione del 1948 con revisioni formali come quella sull’articolo 81 (pareggio di bilancio). Quella che è in atto  è una “ricostituzionalizzazione” del Paese e del suo ordine democratico proprio durante una gravissima crisi di rappresentanza. La maggioranza parlamentare attuale non corrisponde al Paese e impedisce anche l’utilizzo dell’articolo 138 con un referendum confermativo. Col primo documento dell’assemblea di Alba assumiamo una posizione forte rispetto all’articolo 81, una riforma fatta di nascosto dimostrando di fatto una condizione di emergenza democratica. Di fronte a questo, ogni cosa che si riesce a mettere in campo in termini di opposizione politica è importantissimo rende più consapevole l’esistenza stessa di una opposizione rispetto a temi come il lavoro, i beni comuni, l’ambiente, la stessa qualità della vita. Si tratta di fare una scelta di campo e in tal senso Alba e la manifestazione del 12 hanno un legame fortissimo».</p>
<p><strong>Il fatto che la mobilitazione del 12 sia convocata da una forza politica come viene vissuto? </strong><br />
«Adesso c’è una tale liquefazione della soggettività politica dei partiti che diventa irrilevante chi convoca. Dobbiamo invece ridarci una organizzazione con una soggettività ampia e diversa dallo stato borghese. La forma partito, per come la conosciamo è necessariamente verticistica piramidale ed è funzionale alla rappresentanza politica dello Stato e nello Stato. Ma se questo sta morendo sotto i colpi della finanziarizzazione e della globalizzazione diventa necessario riformarsi. Fa onore a chi ha convocato la manifestazione perché dimostra di aver compiuto una scelta di campo. I partiti a mio avviso debbono partecipare ma senza imporre un ruolo egemonico. L’ esempio è quello dei referendum sull’acqua, non sarebbe stato possibile vincerli caratterizzandoli con bandiere di partito. I partiti debbono esserci ma contemporaneamente restando un passo indietro per realizzare battaglie di popolo da riprodurre su vasta ricostruendo un tipo diverso di rapporto fra partiti e movimenti».</p>
<p><strong>Bisogna però che manifestazioni, assemblee e referendum non restino episodi ma assumano una continuità </strong><br />
«Noi siamo molto avanti. Ero a Milano all’occupazione del palazzo Macao di Ligresti, migliaia di persone in un conflitto per considerare la cultura come bene comune. Ad una serata per il “Manifesto” ho incontrato tanti compagni desiderosi di contribuire alla salvezza di un quotidiano così importante. Al meeting regionale diAlba in Piemonte c’erano almeno 150 persone, non quadri o il solito ceto politico ma cittadini desiderosi di partecipare. Di fronte alla stretta del capitale la sola risposta possibile è nella riorganizzazione costituente del popolo in opposizione. Non passa settimana che non ci sia un episodio che chiaramente mostra la capacità di essere alternativo a questo governo. Questo ci responsabilizza per andare verso una soggettività politica più ampia».</p>
<p><strong>Alle elezioni amministrative c’è stato un proliferare di liste civiche con l’appellativo “bene comune” cosa ne pensi? </strong><br />
«Il bene comune è una chiave di lettura teorica che ha consentito di mettere in comunicazione prassi di lotta che erano altrimenti isolate. La migliore azione civile e  politica che credo di aver compiuto ultimamente è stata quella di contribuire ad aprire un dialogo fra il Teatro Valle Occupato e gli abitanti della Val di Susa. C’è un nesso forte fra la mercificazione della cultura e un treno che devasta il territorio. C’è identificazione intorno ad una categoria nuova e mobilitante che cerca di rompere la tenaglia fra lo Stato e la proprietà privata, capace di opporsi al processo che produce solo ricchezza in mano a pochi. Ma la categoria “bene comune” rischia di essere inflazionata e utilizzata in maniera inaccettabile. A me lascia interdetto vedere Pierluigi Bersani parlare da un palco con la scritta “beni comuni”. Il Pd ha partecipato a tutte le nefandezze per distruggere questo concetto e da veramente fastidio vederlo sbandierato da loro. Si rischia insomma una ambiguità anche se i beni comuni possono essere un grimaldello efficace che certamente va integrato con i temi del lavoro e dell’ambiente. Ma anche questo non basta, evidentemente c’è anche una crisi del linguaggio. Per caratterizzarsi dobbiamo definire una direzione precisa e una prassi molto radicale fatta di azioni dirette e radicali di cui non potrà appropriarsi Bersani».</p>
<p><strong>Le forze presenti in parlamento, definiscono tutto ciò che si muove fuori dai propri schemi sotto la categoria dell’antipolitica. Una definizione usata per Grillo per i movimenti e per chi non accetta certi diktat, cosa ne pensi? </strong><br />
«La di diffamazione dell’avversario è un tipico strumento del potere, del resto i nazisti chiamavano “banditi” i partigiani. La politica di resistenza viene chiamata antipolitica, si tratta di una strategia dispregiativa di concentrazione del potere e di esclusione di chi non è interno alle sue logiche. Non si accetta il disagio sociale. Io ritengo il voto a Grillo come un fenomeno profondamente politico. Oggi sembra essere l’atto più forte a disposizione di chi ancora vuole ancora andare a votare e non si sente rappresentato. Rispetto sia l’ astensionismo che il voto a Grillo e penso che riempirsi la bocca di forme sminuenti sia profondamente sbagliato. Grillo è un comico che si sta dando all’impegno politico, a volte il suo atteggiamento è sbagliato  certi suoi toni a me non piacciono e non fanno parte della mia cultura, cerco di costruire una opposizione più radicale e ragionata ma questo è il mio punto di vista.  Di fronte c’è un livello tale di autoritarismo, una cultura dominante così fascistoide che si utilizza, verso ogni disagio e ogni sua espressione, il pugno sul tavolo, le ragioni della forza più che la forza dei ragionamenti. Quello che noi critichiamo di Grillo non è tanto lo stile retorico ma il verticismo tipico di certe forme organizzative. Quando un progetto politico si incarna in una sola persona questi diviene facilmente oggetto di ricatto e di corruzione. Se viene sminuito il leader, lo si sta vedendo anche con Berlusconi, sparisce anche il progetto. Il leaderismo è pericoloso meglio se i processi marcino su tante gambe e meglio che, nonostante i limiti imposti dalla società dello spettacolo, se si è in molte e molti a ragionare e a proporre».</p>
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		<title>POTENZA</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla basilicata partirà un pullman: Ore 7 Potenza &#8211; via Roma &#8211; referente Nicola Magnella 3381251167]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla basilicata partirà un pullman:</p>
<p>Ore 7 Potenza &#8211; via Roma &#8211; referente Nicola Magnella 3381251167</p>
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		<title>Intervista a Margherita Hack</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 10:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[di Stefano Galieni L&#8217;asteroide un tempo noto come 8558 porta da tempo il nome di Margherita Hack, una delle più importanti esponenti nel campo delle ricerche astronomiche e contemporaneamente sempre impegnata nel campo delle attività sociali e politiche. Anche lei ha aderito alla manifestazione del 12 maggio a Roma, ne parliamo partendo dal vento nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Stefano Galieni</p>
<p>L&#8217;asteroide un tempo noto come 8558 porta da tempo il nome di Margherita Hack, una delle più importanti esponenti nel campo delle ricerche astronomiche e contemporaneamente sempre impegnata nel campo delle attività sociali e politiche.</p>
<p>Anche lei ha aderito alla manifestazione del 12 maggio a Roma, ne parliamo partendo dal vento nuovo che si respira in Europa dopo le elezioni in Francia e in Grecia</p>
<p>«Si sta tornando la speranza. Si riafferma la voglia di impegnarsi per i diritti dei lavoratori, per i giovani, i precari, le donne e la difesa del welfare. Non si vuole più accettare la logica del mercato e si sta prendendo coraggio. C&#8217;è voglia di fare e produrre e non solo di pensare a come far soldi con meno fatica possibile. Quindi è il momento di prestare più attenzione alla scuola, alla cultura, a tutte quelle innovazioni che possono portare nuove opportunità di lavoro».</p>
<p>Invece fra i tagli annunciati il governo dichiara di voler ancora intervenire proprio sulla scuola.</p>
<p>«Bisogna fare il contrario. Bisogna colpire gli stipendi dei ricchi come gli sprechi negli uffici pubblici. Bisogna anche che ci si abitui a considerare importante la cosa pubblica come bene comune e non disprezzare le risorse di cui si usufruisce. Io mi arrabbio anche quando all&#8217;osservatorio astronomico lasciano accese le luci o sprecano la carta. Può sembrare poca cosa ma se si pensa che questo avviene in ogni ufficio..»</p>
<p>Cosa ti ha spinto a partecipare alla prima manifestazione promossa da forze politiche contro il governo Monti?</p>
<p>«Sicuramente, su molte questioni, questo governo è migliore di quello precedente. Per certi versi non possono fare miracoli e non hanno una vera maggioranza in parlamento. Ma manca il coraggio e soprattutto il rispetto per le classi più deboli. Il rispetto per la formazione, la scuola il welfare. Si continuano ad attaccare soprattutto i diritti dei lavoratori e non c&#8217;era certo bisogno di prendersela anche con l&#8217;articolo 18. Prendono i soldi dove sanno di poterli prendere facilmente invece di attuare una vera patrimoniale progressiva. Chi ha più deve pagare di più, basta prendersela con i più deboli».</p>
<p>Il nuovo presidente francese Hollande ha promesso proprio una patrimoniale sui grandi capitali</p>
<p>«La Francia rappresenta una grossa speranza. Potrebbe trascinare l&#8217;Europa a cambiare la propria politica, a cambiare andazzo. Comunque se si pensa che fino a pochissimo tempo fa i paesi andavano verso destra – ricordiamoci del nord Europa – quello che sta accadendo potrebbe veramente rappresentare un cambiamento forte».</p>
<p>Da ultimo, cosa ti senti di dire ai tanti ricercatori che non riescono a lavorare in Italia e magari già stanno cercando di andarsene in altri paesi dove la loro competenza viene riconosciuta</p>
<p>«Io chiedo che non se ne scappino ma che realizzino un nuovo Sessantotto. Questo paese ne ha bisogno e ha bisogno di loro. Devono restare per far valere i propri diritti e per migliorare questo Paese. Sono convinta che possono trovare la forza per affermarsi qui, anche se dovranno lottare per veder riconosciuti i propri diritti».</p>
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		<title>Disoccupazione record, serve un piano nazionale per il lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 22:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Dichiarazione di Massimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra &#8220;E&#8217; disoccupato un italiano su dieci e oltre un giovane su tre. Di fronte a questi numeri tragici, che sono andati peggiorando negli ultimi mesi, il governo Monti pensa solo a rendere più facili i licenziamenti senza giusta causa attaccando l&#8217;art. 18, a ridurre il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dichiarazione di Massimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;E&#8217; disoccupato un italiano su dieci e oltre un giovane su tre. Di fronte a questi numeri tragici, che sono andati peggiorando negli ultimi mesi, il governo Monti pensa solo a rendere più facili i licenziamenti senza giusta causa attaccando l&#8217;art. 18, a ridurre il numero di mensilità di ammortizzatori sociali con la nuova Aspi, e a lasciare inalterati il numero e la natura dei contratti precari.</p>
<p style="text-align: justify;">La Federazione della Sinistra propone invece che venga messo in campo un piano nazionale per il lavoro, tale da produrre centinaia di migliaia di posti di lavoro, rispondendo a un bisogno sociale, rilanciando il Pil e quindi le entrate dello Stato stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbe creare lavoro nelle piccole opere pubbliche locali, nella lotta al dissesto idrogeologico del territorio, nella messa a norma dell&#8217;edilizia scolastica ed ospedaliera, e nei servizi sociali territoriali. Per finanziarlo, basterebbe un&#8217;imposta sui patrimoni sopra il milione di euro, il taglio delle pensioni sopra i 5.000 euro, il taglio del 20% delle spese militari&#8221;.</p>
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		<title>Intervista ad Alfonso Gianni: &#8220;Il 12 maggio ci sarò per dare senso al sentirsi insieme&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 22:20:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; di Stefano Galieni Alfonso Gianni, dirigente di SEL, ha aderito a livello personale alla manifestazione promossa dalla FdS. La sua partecipazione è il logico percorso di una analisi del presente in Italia confrontandosi con quanto accade nel resto d&#8217;Europa. «La situazione europea è in movimento soprattutto a causa del dato elettorale francese. La vittoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>di Stefano Galieni</strong></em></p>
<p>Alfonso Gianni, dirigente di SEL, ha aderito a livello personale alla manifestazione promossa dalla FdS. La sua partecipazione è il logico percorso di una analisi del presente in Italia confrontandosi con quanto accade nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>«La situazione europea è in movimento soprattutto a causa del dato elettorale francese. La vittoria di Hollande è possibile, alla luce di quanto emerge ma sarebbe sbagliato confrontarla in maniera semplicistica con quanto accade in Italia. In Francia c&#8217;è un sistema elettorale diverso, e una tradizione diversa. C&#8217;è stato scarso assenteismo. Le persone sono andate a votare perché la separazione fra destra e sinistra è chiara su ogni tema che si affronta, dal fiscal compact all&#8217;immigrazione, dal lavoro all&#8217;età pensionabile. C&#8217;è una demarcazione netta fra una destra sfacciatamente liberista e una sinistra che ha accenni di riformismo. Il dato francese ci indica che, guardando il distacco limitato fra Sarkozy e la destra estrema da una parte e le forze di sinistra dall&#8217;altra, la destra è numericamente maggioritaria. Per fortuna il Front National tende a smarcarsi ma il quadro complessivo non ci può far riposare sui guanciali. Buono ma non travolgente il risultato di Melénchon che io in Francia avrei sostenuto. Ma il suo contrappeso a sinistra è inferiore rispetto a quello della Le Pen a destra e questo, in caso di disfacimento di Sarkozy può portare ad una crescita della destra estrema e ad uno spostamento in senso moderato di Hollande. Ma non c&#8217;è solo la Francia, sarà interessante vedere cosa accade nei nuovi lander tedeschi in cui si vota».</p>
<p>E in Italia?</p>
<p>«I segnali che arrivano sono molto negativi. Fra poche ore avremo i dati relativi al primo trimestre del 2012 ma già sappiamo di avere una disoccupazione intorno al 10% che sale al 36% fra i giovani e che cresce fra le donne in una condizione di recessione nuda e cruda. La costituzionalizzazione del pareggio di bilancio è passata e il fiscal compact sono passati senza che il Pd sia stato capace di fare alcuna opposizione. Se uno pensa poi alla figuraccia anche di immagine della votazione di ieri in Senato dove il partito più grande del centro sinistra non ha voluto difendere le pensioni lasciando che lo facesse il Pdl. La maggioranza che sostiene Monti non si è neanche accordata per una bozza di regolamento per il finanziamento pubblico ai partiti, emerge l&#8217;incapacità totale a muoversi con un po&#8217; di intelligenza. Per questo penso che serva una sinistra senza aggettivi, capace di includere le diverse anime e le diverse opzioni programmatiche, comunisti e post comunisti, socialisti scampati al craxismo e movimenti delle battaglie ambientaliste. Un soggetto capace di pesare nelle istituzioni. Da noi ci sono tentativi di farlo ma finora senza risultato. SEL, a cui appartengo, manca di capacità inclusiva, l&#8217;esperienza della Federazione non mi pare vincente, ho guardato con interesse al nuovo soggetto proposto a Firenze ma mi pare un atto di buona volontà senza la consistenza di una proposta politica ideale. La nostra è una situazione molto arretrata».</p>
<p>Da cui è urgente uscire</p>
<p>«Si anche perché ci sono grandi potenzialità. Questa è la più grande crisi del sistema capitalistico. In Italia la situazione del 2012 rispetto all&#8217;inizio della crisi è peggiore di quella in cui si viveva nel 1935 dopo la crisi del 29 e bisogna trovare il modo per uscirne senza massacro sociale. Non dobbiamo ad esempio pensare allo sviluppo ma ad una cambiamento di modello di sviluppo in cui si capisca che se c&#8217;è una sovrapproduzioni di automobili del 35% bisogna pensare ad un sistema integrato e diverso di mobilità nelle città che tenga conto dell&#8217;ambiente e che si avvalga delle energie rinnovabili. Dobbiamo investire nell&#8217;assetto idrogeologico del Paese e nella cultura, vanno elaborate misure finanziarie e fiscali sulla base di queste prospettive e vanno selezionate proposte che possono divenire una ricetta per uscire dalla crisi. Questa è la base per produrre una ricomposizione e io non sto ragionando di formule organizzative. Non amo, per essere schietti, i modelli confederativi in cui per prendere una decisioni si debbono riunire tutte le segreterie politiche. Occorrerebbe la capacità di tenere insieme organizzazioni, movimenti e istituzioni su un programma di cose che ci mettono assieme. Io ho scelto di venire alla manifestazione del 12 maggio perché la inquadro come un granello all&#8217;interno di un progetto che va in questa direzione».</p>
<p>Abbiamo scelto la piazza anche quando, come in occasione dell&#8217;approvazione della modifica dell&#8217;art. 81 della costituzione, eravamo in pochi</p>
<p>«Accade anche perché manca una critica della politica economica e una cultura politica. In piazza quel pomeriggio eravamo pochi, molti non erano neanche informati della gravità di quanto stava accadendo, altri non sapevano di cosa parlavamo. Sembra a volte di essere tornati a periodi pre marxiani quando devi spiegare cosa è lo Stato, cosa è il bilancio pubblico e cosa è la proprietà privata. La sinistra radicale per troppi anni ha abbandonato il terreno dell&#8217;economia gettandosi unicamente nel campo dei diritti per paura di sembrare troppo economicista. La sinistra moderata ha accettato come un mantra i dogmi della politica economica dominante finendo con il posizionarsi più a destra di Tremonti&#8221;.</p>
<p>Tornando allo stato della sinistra in Italia, come risponderesti al militante o al simpatizzante che non comprende le ragioni per cui in tanti affermiamo gli stessi principi ma ci ritroviamo divisi?</p>
<p>«Molto dipende dall&#8217;autorappresentazione dei ceti politici che si autonominano gruppo dirigente. Le differenze non sono molte, non siamo così diversi dal non poter coesistere in uno stesso soggetto ma manca la tensione politica e morale, e se mi consenti anche la statura culturale, necessarie per governare le differenze. E guarda che parlo partendo da me e dai limiti miei. Sembra che sia inevitabile o frammentarsi in mille pezzi o riunirsi in strutture confederative spesso paralizzate. Io resto convinto della necessità di una unica formazione con procedure democratiche e trasparenti, in cui si deve essere contemporaneamente egemonici ed inclusivi. Mi rendo anche conto che i gruppi dirigenti nascono di fronte a grandi prove, se penso al Partito Comunista non è che Pajetta e Amendola non avessero profonde divergenze, sono stati uniti dalla guerra e dalla prigionia ma ci son cose che maturano di istinto. Nella generazione successiva si sono già frantumati. Ora siamo di fronte ad una prova immensa, una crisi mondiale che durerà anche sui nostri figli e che ci colpisce carnalmente. Per affrontarla è necessario un gruppo capace di implementarsi».</p>
<p>E anche una manifestazione come quella del 12 maggio può servire a dare un segnale in tal senso?</p>
<p>«Certamente perché possono sedimentare un buon sentimento e un atteggiamento propositivo. Io mi auguro che partecipi tanta e tanta gente perché la sua riuscita serve senz&#8217;altro anche a rianimare e a dare senso al sentirsi insieme».</p>
<p>Venerdì 4 Maggio 2012</p>
<p>di stefano Galieni</p>
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