Al termine del dibattito su Fiat l’aula ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal Gruppo della Federazione della Sinistra in difesa dei diritti democratici delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda FIAT.“
L’ordine del giorno – sottolinea Eleonora Artesio, Capogruppo Regionale della Federazione Sinistra Piemonte – esprime solidarietà ai lavoratori Fiat che stanno lottando per il loro posto di lavoro ed auspica che il dialogo tra governo e Fiat possa essere improntato a un modello di relazioni industriali basato sul rispetto dello Statuto dei lavoratori e della Costituzione e la salvaguardia dei diritti democratici delle lavoratrici e dei lavoratori”, come ribadito dalla Fiom sulla vertenza Pomigliano.
“Inoltre impegna la Giunta regionale ad attivarsi affinché si confermino gli impegni produttivi della Fiat nello stabilimento di Mirafiori, evitando il trasferimento delle produzioni in altri paesi e ad intervenire per contrastare i continui processi di delocalizzazione che colpiscono la nostra regione non solo nel settore automobilistico”.
Durante il dibattito Artesio ha ricordato: “La programmazione e il tavolo che è stato condiviso da soggetti istituzionali e dalle organizzazioni sindacali per Fabbrica Italia è stata modificato unilateralmente dalla decisione del gruppo industriale”.
“Nel passato gli enti locali, gli enti di ricerca e il Politecnico di Torino hanno fatto la propria parte; chi invece si è sottratto agli impegni è l’impresa che tenta di trovare un capro espiatorio per le proprie decisioni nel quadro delle relazioni sindacali e il governo nazionale che sembra non avere una politica industriale definita”.
“Mi auguro che la politica possa riappropriarsi di un ruolo di programmazione e che i soggetti chiamati a discutere riescano a smarcarsi dall’idea “meglio un lavoro qualunque che il rischio del non lavoro”, ragionamento che negli anni ha indebolito i lavoratori e i sindacati”.
“Sono infine gravissime le recenti notizie sulla possibile disdetta degli accordi vigenti e, in particolare, del contratto nazionale di lavoro voluto da Fiat: ciò comporterebbe la destrutturazione completa del rapporto di lavoro con pesanti conseguenze sulle condizioni materiali dei lavoratori”.
Torino, 27 Luglio 2010














